Con la presente "news" si intende offrire ai lettori una prima anticipazione dei contenuti della misura nazionale denominata "Conto Termico 3.0", disciplinata dal MASE - Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica e gestita da GSE s.p.a.
ATTENZIONE: si ha cura di precisare che la misura NON è ancora in vigore e che i contenuti di seguito espressi sono tratti dalle informazioni diffuse dal Ministero e dal Decreto Ministeriale 7 agosto 2025, al momento disponibili. La vigenza di tale normativa è prevista a partire dal 90esimo giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del relativo atto, pubblicazione che è avvenuta il 26 settembre 2025. Entro, poi, 60 giorni successivi all'entrata in vigore, GSE adotterà apposite Regole Applicative, fornendo con esse i dettagli sui modi e tempi per l'accesso all'agevolazione, e aggiornerà la piattaforma informatica per l'invio delle istanze di contributo. Da quanto precede, si ricava che la misurà entrerà in vigore a fine dicembre 2025, con emanazione delle Regole Applicative nella seconda metà di febbraio 2026.
Venendo, ora, all'esposizione dei contenuti principali del "Conto Termico 3.0", si segnala innanzitutto che sono ammesse 2 macro-tipologie di interventi: 1) interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica negli edifici; 2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili.
In entrambi i casi, l'attuazione dei progetti deve riguardare edifici/unità immobiliari (o loro parti) già esistenti e dotati di impianto di climatizzazione.
Per entrambe le macro-tipologie, beneficiari dell'agevolazione possono essere le Pubbliche Amministrazioni e gli ETS (Enti Terzo Settore) non svolgenti attività economica, ad esse assimilati, e i privati (intesi come tutti i soggetti diversi dalle P.A.). Nel caso, poi, di interventi di cui al numero 1), i privati devono eseguirli su edifici di categoria catastale "ambito terziario". In caso, invece, di interventi di cui al numero 2), per i privati, oltre all'"ambito terziario" è ammessa anche la categoria catastale "ambito residenziale".
Una delle novità previste rispetto alle versioni antecedenti è l'esplicita possibilità per le P.A. e i privati di accedere alla misura avvalendosi di una ESCO (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352, o di CER (Comunità Energetica Rinnovabile)/Configurazione di autoconsumo di cui le P.A. o i privati stessi siano membri. Per le P.A. vi è anche l'ulteriore opzione data dall'avvalersi, in alternativa, di altro soggetto pubblico, o di soggetto privato nell'ambito del partenariato pubblico-privato disciplinato nel Codice degli Appalti.
Gli interventi agevolabili rientranti nella categoria 1) hanno ad oggetto: isolamento termico di superfici opache; sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi; schermatura e/o ombreggiamento e/o filtrazione solare; trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”; sistemi di illuminazione efficiente; tecnologie di building automation; ricarica privata di veicoli elettrici insieme a impianti di climatizzazione invernale a pompa di calore elettrica; impianti fotovoltaici insieme a impianti di climatizzazione invernale a pompa di calore elettrica.
Gli interventi ammessi della tipologia numero 2) invece riguardano: impianti di climatizzazione invernale con pompa di calore a energia aerotermica/geotermica/idrotermica; sistemi di climatizzazione invernale ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore; impianti di climatizzazione invernale a biomassa per serre/fabbricati rurali/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento; impianti solari termici anche solar cooling per acqua calda sanitaria/climatizzazione invernale/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento; scaldacqua a pompa di calore; teleriscaldamento efficiente; impianti di climatizzazione invernale con microcogenerazione da fonti rinnovabili.
A fronte di determinate tipologie specifiche di intervento attuato o di condizioni di potenza dell'impianto, individuate dal Ministero, è necessaria la redazione di diagnosi energetica ex ante e attestato di prestazione energetica (APE) ex post. Le relative spese sono coperte da contributo ad hoc, distinto dall'agevolazione vera e propria, pari al 100% per le P.A. e al 50% per i soggetti privati.
Per le imprese valgono disposizioni specifiche:
- gli interventi di efficienza energetica negli edifici - numero 1) sopra - devono determinare una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10%; o, in caso di multi-intervento, di almeno il 20%. Tali riduzioni vanno dimostrate in ogni caso tramite attestato di prestazione energetica (APE) ex ante ed ex post;
- le spese per l'attestato di prestazione energetica sono incluse nelle spese ammissibili, per le PMI;
- le imprese agricole e del settore forestale possono adottare gli impianti di climatizzazione invernale a biomassa per serre/fabbricati rurali/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento sia in sostituzione degli impianti esistenti sia anche come installazione "da zero".
L'agevolazione è data da un contributo a fondo perduto, in regime di aiuti di Stato cd. in esenzione GBER (Reg. UE n. 651/2014), pari al massimo - in via generale - al 65% delle spese. Se gli interventi sono realizzati su edifici pubblici di Comuni fino a 15.000 abitanti o su edifici pubblici scolastici o del Servizio Sanitario Nazionale, il contributo copre il 100% dei costi sostenuti.
L'incentivo è erogato in rate annuali costanti per un periodo di tempo di 2 o 5 anni, in base al tipo di intervento agevolato.
Il Ministero dettaglia il massimale dell'importo monetario del contributo ottenibile per le singole specifiche tipologie di intervento realizzato.
Per le imprese, il contributo ha intensità specifiche:
- massimo 25% dei costi, per interventi di efficienza energetica negli edifici;
- in caso di multi-intervento, invece, la percentuale massima si alza al 30% delle spese sostenute;
- le intensità sopra indicate (25%-30%) sono aumentate del: 20% in caso di piccole imprese e 10% per le medie imprese; 15% o 5% se l'intervento è realizzato in determinate aree geografiche (zone A e C della Carta Nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale); 15% se l'intervento comporta un miglioramento della prestazione energetica dell'edificio di almeno il 40%;
- massimo 45% delle spese, per interventi per produzione di energia termica da rinnovabili. Tale percentuale è aumentata di 20 punti per le piccole e di 10 punti percentuali per le medie imprese.
Il Ministero rispetterà un limite di spesa pubblica per la presente agevolazione pari a 900 milioni di euro annui, di cui 150 milioni annui sono destinati alle imprese.
In via generale, l'accesso all'agevolazione si effettuerà a consuntivo (cd. accesso diretto), cioè entro 90 giorni dalla fine dell'intervento. Solo le Pubbliche Amministrazioni possono, in alternativa, presentare domanda in via preventiva, prenotando il contributo prima della realizzazione del progetto.
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Apre il 12 maggio la misura con fondo perduto fino a 51.000 €/12.000 €
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