Nel tardo pomeriggio di venerdì scorso, GSE ha pubblicato la news con cui si annuncia, in via ufficiale e formale, la riapertura del Portale ("Portaltermico") per l'invio delle domande relative alla misura agevolativa "Conto Termico 3.0".
La data di tale riapertura è stata fissata per oggi, 13 aprile 2026.
Ciò vale per imprese, privati non imprese, ETS (Enti del Terzo Settore) e Pubbliche Amministrazioni (P.A.), solo, però, per l'invio delle domande di agevolazione in modalità cd. accesso diretto, vale a dire entro 90 giorni dalla conclusione dell'intervento già effettuato (quindi, a rendicontazione).
Con l'occasione, si offre un riepilogo dei contenuti salienti dell'iniziativa, avendo riguardo, in particolare, ai beneficiari che rientrino nella categoria delle "imprese".
Innanzitutto, si ricorda che la misura, prevista col D.M. MASE 7 agosto 2025, è entrata in vigore il 25 dicembre 2025. Pochi giorni prima, il 19 dicembre, GSE ha reso nota la pubblicazione delle Regole Applicative (di dettaglio). Il 2 febbraio 2026 è stato attivato il Portale per l'invio delle domande e lo scorso 3 marzo GSE ha annunciato la sospensione temporanea della misura, per tutti i beneficiari, alla luce dell'ingente numero di richieste giunte (specie da parte di piccoli Comuni).
La misura è rivolta a P.A., ETS, privati (intesi come tutti i soggetti diversi dalle P.A.) e, fra questi ultimi, alle imprese, per le quali valgono talune disposizioni peculiari.
Novità significativa rispetto al previgente "Conto Termico 2.0" è costituita dalla possibilità di accedere al bando o in prima persona, o tramite CER (Comunità Energetiche Rinnovabili)/Configurazioni di autoconsumo di cui si sia membri, o tramite ESCO (Energy Service Company) certificata UNI CEI 11352, o nel caso di P.A., anche tramite altro soggetto pubblico che gestisce l'immobile oggetto di intervento/attua l'intervento stesso o mediante forme di partenariato pubblico-privato (come da Codice dei Contratti Pubblici).
La dotazione finanziaria è di complessivi 900 milioni di euro annui, suddivisi fra privati e P.A. (ed ETS a queste equiparati). Dei 500 milioni di euro destinati ai privati, 150 milioni di euro annui costituiscono il limite di spesa pubblica rivolta alle imprese, salvo l'ulteriore limite di 30 milioni di euro per singola impresa ed intervento. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: con ulteriore news del 13 aprile 2026, GSE ha diffuso i contenuti del D.D. n. 72 del 10 aprile 2026, il quale ha previsto, per il 2026, la rimodulazione della dotazione finanziaria, prevedendo che ai privati siano dedicati 450 milioni di euro (anziché 500 milioni di euro). I restanti 450 milioni di euro sono destinati alle P.A.
Gli interventi agevolati sono distinti in due macro-categorie, corrispondenti al Titolo II e al Titolo III del D.M. 7 agosto 2025:
1) interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica negli edifici (Titolo II);
2) interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili (Titolo III).
Possono realizzare interventi ricompresi nella macro-categoria 1): P.A., ETS non economici e, solo per interventi su edifici dell'ambito "terziario", i privati (fra cui le imprese).
Possono realizzare interventi ricompresi nella macro-categoria 2): P.A., ETS e privati (fra cui le imprese). Per i privati, sono ammessi edifici sia dell'ambito "terziario" che dell'ambito "residenziale".
Gli interventi della categoria 1) hanno ad oggetto, in sintesi: isolamento termico di superfici opache; sostituzione di chiusure trasparenti comprensive di infissi; schermatura e/o ombreggiamento e/o filtrazione solare; trasformazione degli edifici esistenti in “edifici a energia quasi zero”; sistemi di illuminazione efficiente; tecnologie di building automation; ricarica privata di veicoli elettrici insieme a impianti di climatizzazione invernale a pompa di calore elettrica; impianti fotovoltaici insieme a impianti di climatizzazione invernale a pompa di calore elettrica.
Gli interventi della macro-categoria 2) invece riguardano, in sintesi: impianti di climatizzazione invernale con pompa di calore a energia aerotermica/geotermica/idrotermica; sistemi di climatizzazione invernale ibridi factory made o bivalenti a pompa di calore; impianti di climatizzazione invernale a biomassa per serre/fabbricati rurali/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento; impianti solari termici anche solar cooling per acqua calda sanitaria/climatizzazione invernale/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento; scaldacqua a pompa di calore; allaccio a teleriscaldamento efficiente; impianti di climatizzazione invernale con microcogenerazione da fonti rinnovabili.
Tutti gli interventi devono essere realizzati su edifici/unità immobiliari dotati di impianto di climatizzazione invernale esistente e funzionante al 25 dicembre 2025. L'edificio/unità immobiliare deve essere nella disponibilità del soggetto ammesso o in forza di diritto di proprietà, o di altro diritto reale o personale di godimento.
A fronte di determinate tipologie specifiche di intervento attuato o di condizioni di potenza dell'impianto, individuate dal Ministero, è obbligatoria la redazione di diagnosi energetica ex ante e attestato di prestazione energetica (APE) ex post. Le relative spese sono coperte da contributo ad hoc, distinto dall'agevolazione vera e propria, pari al 100% per le P.A. e al 50% per i soggetti privati (esclusi grandi imprese ed ETS economici grandi). L'importo massimo ottenibile è fissato dal Ministero.
Per le imprese si ricorda che:
- gli interventi di efficienza energetica negli edifici di ambito "terziario" - numero 1) sopra - devono determinare una riduzione della domanda di energia primaria di almeno il 10%; o, in caso di multi-intervento, di almeno il 20%. Tali riduzioni vanno dimostrate in ogni caso tramite attestato di prestazione energetica (APE) ex ante ed ex post;
- le imprese agricole e del settore forestale possono adottare gli impianti di climatizzazione invernale a biomassa per serre/fabbricati rurali/processi produttivi/reti di teleriscaldamento-teleraffrescamento sia in sostituzione degli impianti esistenti sia anche come installazione "da zero";
- è necessario presentare a GSE, prima dell'avvio dei lavori, apposita "richiesta preliminare di accesso agli incentivi";
- l'unica modalità possibile di presentazione della domanda di contributo è in cd. accesso diretto (a conclusione dell'intervento): solo le P.A. e gli enti ad esse equiparati possono, infatti, optare o per l'accesso diretto o per quello con prenotazione (dell'incentivo).
L'agevolazione è data da un contributo a fondo perduto, concesso secondo il regime di aiuti di Stato cd. in esenzione GBER (Reg. UE n. 651/2014).
Per quanto riguarda le imprese, esse beneficiano di intensità percentuali specificamente previste, che sono:
- per gli interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica negli edifici:
i) intensità base: 25% o 30% in caso di multi-intervento;
ii) aumenti possibili:
ii.A) +20% per piccole e +10% per medie imprese;
ii.B) +15% per interventi in zone assistite "A" e +5% per interventi in zone assistite "C" della Carta Nazionale degli aiuti di Stato a finalità regionale;
ii.C) +15% se si ottiene un miglioramento della prestazione energetica dell'edificio di almeno il 40%, come da APE ante e post-operam;
iii) intensità massima raggiungibile: 65%;
- per gli interventi di piccole dimensioni per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili:
i) 45%;
ii) aumenti possibili:
ii.A) +20% per piccole e +10% per medie imprese;
iii) intensità massima raggiungibile: 65%.
Inoltre, si prevedono le ulteriori seguenti premialità, in termini di aumento della % del contributo concedibile, fermo il limite dell'intensità massima pari al 65%:
a) per taluni interventi di piccole dimensioni per l'incremento dell'efficienza energetica negli edifici: +10% se sono utilizzati componenti made in UE;
b) per interventi di installazione di impianti solari fotovoltaici congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche: +5% per moduli di categoria A del Registro ENEA; +10% per moduli di categoria B del Registro ENEA; +15% per moduli di categoria C del Registro ENEA.
L'incentivo è erogato in rate annuali costanti per un periodo di tempo di 2 o 5 anni, in base al tipo di intervento agevolato, o in un'unica soluzione per contributi fino a 15.000 €.
Il Ministero dettaglia il massimale dell'importo monetario del contributo ottenibile per le singole specifiche tipologie di intervento realizzato, nonché i requisiti tecnici e la documentazione necessaria.
Per ricevere maggiori informazioni e consulenza a te dedicata, in merito a questa e ad altre opportunità per la tua impresa, contattaci!
Apre il 12 maggio la misura con fondo perduto fino a 51.000 €/12.000 €
I contenuti in pre-informazione della misura per MPMI, ETS, imprese sociali
Aperto lo sportello per investimenti e supporto finanziario nelle PMI