Buone notizie per le MPMI italiane arrivano dalla Legge di Bilancio dello Stato 2026: l'art. 1, comma 468 ha disposto la prosecuzione e l'incremento delle risorse per la misura agevolativa nazionale "Beni Strumentali - Nuova Sabatini", che vede nel MIMIT - Ministero delle Imprese e del Made in Italy l'Ente di riferimento.
Si prevede, infatti, un aumento dei fondi pari a 200 milioni di euro nel 2026 e a 450 milioni di euro nel 2027.
L'intervento normativo fa seguito a quello già inserito nella Legge di Bilancio 2025, nella quale il rifinanziamento copriva le annualità 2025-2029.
Visti l'importanza e l'appeal che, negli anni, la misura ha dimostrato e continua a dimostrare, con questa news, se ne ripropongono, in sintesi, i contenuti fondamentali.
Si tratta di agevolazione a carattere, come detto, nazionale, evoluzione ed "eredità" dell'originaria Legge cd. Sabatini n. 1329/1965, introdotta con il decreto-legge n. 69/2013, convertito in legge n. 98/2013, poi successivamente modificata, prima con Decreto Interministeriale MISE-MEF 25 gennaio 2016 e in seguito con Decreto Interministeriale MISE-MEF 22 aprile 2022. A tali disposizioni si sono succeduti fino ad oggi plurimi interventi normativi di rango primario e secondario, da ultimo quello di rifinanziamento con la Legge di Bilancio 2026.
Beneficiarie sono le MPMI operanti in tutti i settori produttivi, ad eccezione dei soggetti svolgenti attività finanziaria e assicurativa (codice ATECO 2025: sezione L), aventi sede legale o unità locale in Italia.
L'obiettivo è quello di facilitarne l'accesso al credito e aumentarne la competitività, attraverso il supporto alla realizzazione di investimenti riguardanti:
- macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo, hardware, software e tecnologie digitali;
- beni 4.0 come Big Data, Cloud Computing, banda ultralarga, cybersecurity, robotica avanzata, meccatronica, realtà aumentata, manifattura 4D, Radio Frequency Identification (RFID), sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti.
A ciò, dal gennaio 2023, si sono aggiunti investimenti cd. green, aventi ad oggetto beni strumentali a basso impatto ambientale, in grado di migliorare l'ecosostenibilità dei processi produttivi e dei prodotti creati dall'impresa. Tale connotazione andrà dimostrata mediante certificazione ambientale di processo/prodotto.
Si ricorda che le immobilizzazioni materiali/immateriali possono essere acquistate oppure acquisite via leasing finanziario, e che devono essere nuove, dotate di autonomia funzionale, correlate all'attività produttiva svolta dall'impresa e che devono andare ad aggiungersi ai beni già nella disponibilità dell'impresa medesima, essendo - cioè - esclusa l'agevolabilità di investimenti in sostituzione del patrimonio posseduto.
A fronte della richiesta di stipula, ad opera del beneficiario con banca/intermediario finanziario convenzionata/o, di un contratto di finanziamento o, appunto, di leasing, viene concesso un contributo in conto interessi il cui ammontare è pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all'investimento realizzato, ad un tasso annuo del:
- 2,75% per investimenti ordinari;
- 3,575% per investimenti riguardanti beni 4.0;
- 3,575% per investimenti cd. green.
Il finanziamento o leasing, che può coprire l'intero ammontare dell'investimento, e può essere assistito dal "Fondo di garanzia per le PMI" fino all'80% del suo importo, deve avere durata massima di 5 anni e importo compreso tra 20.000 € e 4.000.000 €.
L'agevolazione è aiuto di Stato e segue i regimi in esenzione, secondo i Regolamenti UE applicabili in base al settore di appartenenza dell'impresa, dai quali derivano gli specifici limiti di ESL - Equivalente Sovvenzione Lordo - da rispettare.
Da ultimo, si ricorda che è ancora attiva, dal 1° gennaio 2024, pur con una dotazione finanziaria disponibile inferiore a quella prevista per l'iniziativa di sopra e in diminuzione progressiva, la linea "Nuova Sabatini - Capitalizzazione", dedicata alle MPMI in forma di società di capitali che siano impegnate in un processo di capitalizzazione e che realizzino investimenti fra quelli elencati su.
In tali ipotesi, il contributo in conto interessi concesso sarà pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento di 5 anni e con importo uguale all'investimento, ad un tasso annuo del:
- 5% per le micro e piccole imprese;
- 3,575% per le medie imprese.
Per ricevere maggiori informazioni e consulenza a te dedicata, in merito a questa e ad altre opportunità per la tua impresa, contattaci!
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Riepilogo dei contenuti dell'agevolazione rifinanziata nella Legge di Bilancio 2026